08/04/2020
15 Dicembre 2019 - Reggio Calabria
Eravamo sul chilometro più bello d'Italia, davanti a noi lo spettacolo di un Etna innevato e una distesa di acqua blu cobalto.
Solo qualche passo investito dal vento e ci trovammo dinanzi la dea Atena posta a protezione della città sulla punta dello stivale.
Fu dietro questa statua in bronzo che scorgemmo una figura timida e restia che provava a mimetizzarsi nello stretto.
Un uomo dallo sguardo cupo faceva scorrere le sue dite tra la corda, districando i nodi, con la maestria di chi conosce il suo raccolto.
Quando si accorse di noi, il suo lavoro era ormai volto al termine e non poteva andare sprecato per la sua discrezione. Rimase immobile qualche istante indeciso se proseguire di fronte ai nostri occhi estranei che lo scrutavano curiosi, ma il lavoro è lavoro, e il mare non aspetta.
Lo vedemmo d'un tratto ruotare il busto, le mani strette alla rete che con un colpo di braccia riuscì a far librare per aria, fino ad atterrare su onde che venivano da un'altra terra.