Andrea Bertucci Fotografie

Andrea Bertucci Fotografie Ho sempre pensato che in tutte le cose spesso è la passione a fare la differenza. E la fotografia, è la mia più grande passione.

"Lo stupore è la prima di tutte le passioni."Saranno quasi venti le salite su questa montagna appartenente alle Alpi ori...
26/09/2021

"Lo stupore è la prima di tutte le passioni."

Saranno quasi venti le salite su questa montagna appartenente alle Alpi orientali che sovrasta Lecco. Volte in cui ho sempre trovato uno scenario diverso e avventure che ho impresse nella mente: dalla grandine improvvisa, alle nubi che offuscano completamente la visuale, alle nevicate abbondanti che complicano la progressione, alle torride giornate estive in cui il sudore la fa da padrone, alle discese solitarie in notturna che nel corso degli anni si sono sempre susseguite. La montagna di notte assume un fascino differente: alle difficoltà legate al percorso si uniscono quelle relative all'orientamento e alla visibilità ridotta al raggio d'azione della propria frontale.
Solitudine, oscurità e montagna rappresentano un connubio capace di affascinare anche il più consumato degli avventurieri. Lo stupore legato agli ambienti naturali montani è ciò che mi spinge a continuare a salire per queste alte vette, senza mai annoiarmi.

Mountains are a feeling
17/08/2020

Mountains are a feeling

Custodita come in uno scrigno, sulle rive del lago di Como sorge la città di Varenna: una perla ricca di storia e sugges...
04/08/2020

Custodita come in uno scrigno, sulle rive del lago di Como sorge la città di Varenna: una perla ricca di storia e suggestivi scenari.

Enchanted garden"E questa nostra vita, via dalla folla, trova lingue negli alberi, libri nei ruscelli, prediche nelle pi...
09/06/2020

Enchanted garden

"E questa nostra vita, via dalla folla, trova lingue negli alberi, libri nei ruscelli, prediche nelle pietre, e ovunque il bene."

- William Shakespeare

Questo imponente massiccio di roccia è il Pizzo Arera, una montagna che fa parte delle prealpi Orobie e che con i suoi 2...
19/03/2020

Questo imponente massiccio di roccia è il Pizzo Arera, una montagna che fa parte delle prealpi Orobie e che con i suoi 2.512 metri rappresenta la vetta più alta e affascinate tra le quattro cime dell’alta val Serina. In passato, l'Arera era famoso per le sue innumerevoli miniere di calamina.

Light hunterQuesta foto l'ho scattata durante la recente notte passata in tenda nel Parco nazionale del Pollino. Inutile...
07/03/2020

Light hunter
Questa foto l'ho scattata durante la recente notte passata in tenda nel Parco nazionale del Pollino. Inutile raccontare le sensazioni provate poiché ogni parola non sarebbe sufficiente a trasmettere la varietà e l'intensità di emozioni che esperienze di questo tipo ti lasciano dentro.

Posso dirvi che dopo aver spalato la neve per piazzare le tende, siamo rimasti a riposare per poche ore nei nostri sacchi a pelo. All'interno il termometro segnava una temperatura tra lo zero termico e i -2°C, mentre all'esterno la temperatura era di -7°C (quella percepita, complici anche i forti venti, era probabilmente molto più rigida). Dopo una breve sosta, alle 3.30 di notte siamo usciti per qualche scatto al cielo notturno e alle 5.30 siamo partiti per salire su Serra delle Ciavole e godere delle prime luci dell'alba.

Nella parte a est della Calabria lembi di terra s'interrompono improvvisamente cadendo a picco sul mare per poi essere b...
26/02/2020

Nella parte a est della Calabria lembi di terra s'interrompono improvvisamente cadendo a picco sul mare per poi essere baciati dalle acque del Mar Tirreno. Su quella terra apparentemente insidiosa, oltre mille anni fa degli uomini di probabile origine bizantina vi stabilirono fissa dimora originando l'abitato oggi riconosciuto come città di Palmi. L'inverno non era stato particolarmente rigido quell'anno e la natura rigogliosa sembrava aver già cancellato le cicatrici portate dai freddi venti settentrionali.

Nell'ultimo giorno e mese dell'anno, non vi era traccia delle nuvole e la temperatura mite rendeva particolarmente ospitale l'affaccio su quel tratto costiero con il sole che picchiava alto sullo stretto di Messina. Una leggera brezza marina risveglia vecchi ricordi sopiti di viaggi carichi di serenità e spensieratezza. In questi luoghi un ragazzo di quasi trent'anni fa ritorno dopo aver viaggiato per oltre mille chilometri nel tentativo di sfuggire a un destino di miseria e a un futuro privo di speranza.

Ritorna perché anche lui sente il bisogno di lasciarsi baciare dal sole come i fiori a primavera e dare voce a vecchi ricordi rimasti intrappolati tra le insenature delle scogliere in riva al mare. Per lunghi mesi ha sognato quel momento idilliaco e adesso vuole goderselo standosene seduto con gli occhi e il cuore pieni d'amore, proprio su quella terra che lo ha generato.

Sono ore piacevoli quelle che trascorre ammaliato dalla meraviglia della Costa Viola, ma è arrivato il momento di rientrare a casa per il consueto pranzo in famiglia che segue a ogni ritorno. Nel percorrere la strada verso la dimora della sua adolescenza, lo sguardo fatica a seguire quella serpentina di asfalto butterato dal maltempo e da una cattiva manutenzione e si lascia irretire da quella terra frantumata che improvvisamente scompare tra gli abbracci del mare.

Il rombo di un vecchio motore in avvicinamento irrompe in quel delicato equilibrio sospeso tra sogno e realtà e riporta il giovane con lo sguardo sulla strada. Una vecchia Fiat cinquecento con sopra un carico di reti da pesca e pattume che scende verso la Marinella cattura la sua attenzione. In preda alla curiosità e senza indugiare, il ragazzo fa inversione e percorrendo quelle curve che sospingono ancora una volta il suo sguardo sullo Stretto, si mette all'inseguimento di quel bizzarro autoveicolo.

Dopo pochi chilometri intravede, parcheggiato nei pressi del belvedere La Motta, quell'accumulo di lamiere lacerate dalla ruggine e vicino ad esso nota un anziano quanto arzillo signore intento a parlare animatamente a un piccolo gruppo di persone. Sta raccontando del suo sentire la vita giungere al termine e della paura di non aver lasciato nulla di buono per le generazioni future. Questa sua preoccupazione nasce dal grido di rabbia di "quella ragazzina" che "ci ha aperto gli occhi" facendoci vedere "la follia che abbiamo generato" e indicando con una mano il carico di plastica e polistirolo raccolto lungo le spiagge della Marinella di Palmi e con la voce strozzata dall'emozione, diffonde tra i presenti un avvertimento a cui seguono parole cariche di voglia di riscatto e speranza.

Era il lontano novembre del '43 il giorno in cui, come avviene per tanti figli di questa terra, un raggio di sole lo avvolse tra le onde del mare calabrese per donarlo alla terra, mentre altrove si consumava una guerra che avrebbe mietuto milioni di vite e che in assenza della resistenza avrebbe portato al decesso di molti altri, conducendo l'umanità intera a un futuro di follia e disperazione.

Loiercio Letterio, questo il suo nome, fin da piccolo ha dovuto resistere alla f***e visione distopica del genere umano e non ha intenzione di abbandonare la sua Palmi a visioni abominevoli. Dentro sente crescere la fiducia nella propria gente e l’irrefrenabile voglia di riscatto, quel sentimento vorace capace di trasformare tutto il male che i suoi occhi stanchi hanno vissuto in qualcosa di migliore, in cui credere e sperare. È un uomo saggio con ideali “da giovane”, forti e vivi, ardenti e luminosi, pregnanti di speranza. Ha fiducia nei ragazzi, perché “il futuro è dei giovani”, ma noi, prosegue, "dobbiamo dare loro il nostro contributo", perché ognuno nel suo piccolo può fare la differenza. “Quella ragazzina di quattordici anni”, continua, “ci ha svegliati”. Abbiamo dormito per troppo tempo coltivando l'illusione di un futuro prospero e privo di sofferenza e siamo finiti con l'abbracciare l'idea di un progresso che sapevamo sarebbe stato insostenibile. Lui sa bene che non c'è tempo da perdere ed esorta quei pochi che lo ascoltano ad agire, perché l’unione fa la forza e quella terra meravigliosa merita di essere salvata.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” diceva Gandhi, e se oggi la speranza non si spegne neppure davanti a una società costernata, piena di indifferenza ed egoismo, lo dobbiamo solo a chi lotta, resiste e non si arrende mai, perché il cambiamento parte principalmente dalle nostre piccole azioni quotidiane e ogni cammino inizia sempre da un singolo passo. Se cadessimo nell'errore di credere che da soli non possiamo cambiare nulla, condanneremmo pure il salvabile e la bellezza di posti come la Marinella.

Il sole quel giorno dell'ultimo dell'anno brilla alto nel cielo di Palmi. Quella Fiat 500 da rottamare tossisce, a volte arranca, ma conosce la sua ultima destinazione e non si fermerà fin quando non l'avrà raggiunta. Sa bene che la bellezza di posti come la Marinella di Palmi un giorno salverà il mondo e che per essa vale la pena urlare, lottare, vivere e sognare. "Il merito non è di chi comincia" recita un cartello appeso da Letterio su quella vecchia 500 in occasione di una manifestazione, "ma di chi persevera".

Come un'isola
20/02/2020

Come un'isola

La nebbia che è dentro di noiQuante volte ci sentiamo intrappolati in mille pensieri, in ansie e preoccupazioni? Siamo s...
19/02/2020

La nebbia che è dentro di noi

Quante volte ci sentiamo intrappolati in mille pensieri, in ansie e preoccupazioni? Siamo schiavi della nostra mente e la nostra mente è prigioniera del giudizio. Vittime inconsapevoli di questo f***e processo sociale che ci impone di cercare una vita perfetta, finiamo con il trascorrere gran parte di essa nell'infelicità, alla ricerca di noi stessi e in gabbie che ci siamo costruiti da soli. La verità è che ci avviciniamo all'eudaimonia solo nel momento in cui rifiutiamo in modo radicale l'immagine che gli altri hanno di noi. È nei momenti di calma interiore che le cose divengono più chiare: proprio come in una nebbia che si dirada e lentamente svela ciò che poco prima era invisibile agli occhi, la nostra essenza si mostra a noi solo nel momento in cui iniziamo a vedere le cose con i nostri occhi e non con gli occhi degli altri.

Winter paradiseSe la nostra esistenza si svolge all’insegna della ricerca della felicità, forse poche cose meglio dei vi...
02/02/2020

Winter paradise

Se la nostra esistenza si svolge all’insegna della ricerca della felicità, forse poche cose meglio dei viaggi riescono a svelarci le dinamiche di questa impresa – completa di tutto il suo ardore e di tutti i suoi paradossi. Benché in maniera indiretta, infatti, i viaggi contengono una chiave di lettura del senso della vita che va oltre le costrizioni imposte dal lavoro e dalla lotta per la sopravvivenza; ciononostante raramente vengono considerati stimolanti sul piano filosofico poiché sembrano richiedere considerazioni di ordine eminentemente pratico. Veniamo così inondati di consigli sul dove, ma poco o nulla ci viene domandato circa il come e il perché del nostro andare. Eppure l’arte di viaggiare pone una serie di interrogativi nient’affatto semplici o banali, e il cui studio potrebbe modestamente contribuire alla comprensione di ciò che i filosofi greci indicavano con la bella espressione eudaimonia, ovvero felicità.

Alba tra gli anziani loricati del Pollino
25/01/2020

Alba tra gli anziani loricati del Pollino

Portraits
22/01/2020

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