14/09/2026
NON È ACCETTABILE CHE UN’EMERGENZA NE CREI UN’ALTRA
Ci sono situazioni che non possono e non devono essere ignorate.
Da quasi tre anni l’Hub di Via Artiaco rappresenta una realtà che chiede attenzione e risposte. Oggi ci troviamo davanti a persone sfollate che hanno perso la propria quotidianità e che si trovano a vivere in condizioni tutt’altro che dignitose: persone costrette a dormire su brandine, senza privacy e senza quella serenità che dovrebbe essere garantita a chi sta già affrontando una situazione di emergenza.
Ma c’è anche un’altra realtà che merita di essere ascoltata.
Per ospitare queste persone è stato occupato uno spazio destinato ai ragazzi: un luogo nel quale per anni si sono allenati, hanno fatto sacrifici, coltivato sogni e costruito con impegno il proprio percorso sportivo.
Oggi quei ragazzi rischiano di vedere vanificati i loro sacrifici per l’assenza di una soluzione alternativa.
E allora non dobbiamo mettere una realtà contro l’altra.
Gli sfollati hanno diritto a condizioni dignitose, alla privacy e a una sistemazione adeguata.
I ragazzi hanno diritto a continuare a praticare sport, a coltivare le proprie passioni e a non perdere uno spazio costruito attraverso anni di impegno.
Non è accettabile che per affrontare un’emergenza si finisca per crearne un’altra.
Quello che serve è una soluzione. Una soluzione concreta, dignitosa e definitiva, che permetta di tutelare tutti.
Per questo ci rivolgiamo a chiunque possa fare qualcosa: istituzioni, amministratori, associazioni, realtà sportive, cittadini e persone che abbiano la possibilità di contribuire a trovare uno spazio o una soluzione adeguata.
Non servono contrapposizioni.
Non servono polemiche.
Servono risposte.
E soprattutto serve ricordare che dietro questa vicenda ci sono persone.
Ci sono famiglie che stanno vivendo un’emergenza e ci sono ragazzi che da anni dedicano tempo, passione e sacrifici allo sport. In un momento storico in cui i nostri giovani trascorrono sempre più tempo davanti a uno smartphone e sempre meno tempo facendo attività fisica, togliere loro uno spazio sportivo non può essere considerato un problema secondario.
Aiutiamo gli sfollati, ma aiutiamo anche i nostri ragazzi.
Non lasciamo che una necessità diventi la causa di un’altra difficoltà .
Chiunque abbia la possibilità di intervenire, proporre una soluzione, mettere a disposizione uno spazio o semplicemente contribuire a far arrivare questa richiesta alle persone giuste, si faccia avanti.
Perché ignorare il problema non lo farà scomparire.
È il momento di ascoltare, di intervenire e di trovare una soluzione dignitosa per tutti.