Le persone che apprezzano l'ironia sono meno di quelle che la fanno. Il che, paradossalmente, è estremamente ironico. Prendete uno chef, uno di quelli veri e di successo, e chiedetegli cosa gli piace cucinare. Sicuramente ci sarà un piatto che preferisce o, perché no, uno che suo malgrado gli riesce meglio degli altri. Ora chiedetegli di rinunciare a cucinare tutti gli altri: nella migliore delle
ipotesi quello si metterà a ridere di gusto. Nella peggiore vi farà pagare un pranzo che non avete mangiato e, se avete la faccia antipatica, vi aspetterà pure all'uscita del locale. L'unico problema che può derivare dal frequentare un cuoco che ama cucinare TUTTO è che poi si ingrassa e ci si deve mettere a dieta. Con un fotografo che fotografa tutto non si corre questo pericolo. La dieta, al massimo, la fa il fotografo (se non la capite è perché non siete fotografi, non vi preoccupate). Ora, convincete un cuoco a preparare sempre un solo piatto: quello dopo una settimana andrà in fallimento e dovrà chiudere il ristorante. A quel punto vi verrà a cercare per darvi una bella lezione, ancora. Convincete invece un fotografo a specializzarsi in un solo genere fotografico: quello dopo dieci anni diventerà ricco. Così ricco che potrebbe quasi riuscire a saldare le bollette arretrate di luce e gas. In effetti sarebbe stato meglio se avessi scelto di fare il cuoco. Ma non si può scegliere di fare il fotografo, così come non si può scegliere di fare l'artista. Se lo fai è perché lo sei e se lo sei non puoi fare altrimenti: praticamente una condanna ad una vita densa di fascino e seduzione. Davvero terribile.