16/09/2025
Con un occhio mezzo aperto e l'altro mezzo chiuso, ieri sera su Instagram mi sono lasciata andare ad un paio di riflessioni. Le ho buttate così, di getto. Le ho buttate a c***o di cane e sì, meritavano un approfondimento. Chi vorrà leggerà, a chi darò fastidio pazienza: non tutto ciò che dico può incontrare consensi, giusto?
Patti Smith è stata una degli ultimi ospiti al Roma Summer Fest. Non l'ha toccata piano: ha aperto la serata con "People Have The Power", che ha subito attirato sotto palco i fan trascinandoli, braccia alzate, in un momento di unione davvero toccante.
Sì, è vero, Patti Smith non è più la tigre di un tempo: l'interpretazione è stata sicuramente molto sentita ma, a mio parere, meno grintosa rispetto al messaggio che il brano veicola. Sta pure sfiorando gli 80 anni 'sta donna, e questo basta ampiamente a giustificare il tutto.
Una sola perplessità: cosa proviamo noi, oggi, cantando a squarciagola canzoni come questa?
Patti Smith ha sempre usato la musica come strumento per il suo attivismo politico a supporto di diritti civili e uguaglianza, libertà individuale e creativa, giustizia sociale, pace e opposizione alla guerra.
«Erano altri anni», direbbe qualcuno.
«Sì, ma noi non stiamo vivendo battaglie diverse», risponderebbe giustamente qualcun altro.
Penso a Gaza. Penso che come colonna sonora per la Global Sumud Flottilla ci starebbe proprio bene, "People Have The Power". Penso che sia un dovere ricordare, oggi più che mai, che cosa significano i brani che cantiamo e quali siano i messaggi che i nostri idoli rappresentano da una vita. Penso che non debba essere una c***o di moda, che non debba esistere il «uh, c'è Patti Smith, l'icona rock femminile degli anni Settanta, andiamo al suo concerto». Piuttosto, un sonoro «condivido gli ideali di una donna che si è sempre spesa con ogni mezzo a supporto dei suoi ideali». E dovremmo esporci, cogliere l'occasione per fare qualcosa, per prendere una decisione. Tutti. Ognuno dalla parte che meglio crede, per ca**tà, anche se in tutto lo schifo che sta accadendo l'unica posizione possibile da prendere è una.
Se canti "People Have The Power" devi ricordarti che il potere tra le tue mani non è quello di distruggere ciò che non ti piace, bensì quello di poter cambiare le cose. Addirittura fermare un genocidio.
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