21/03/2026
Ancora dal mio rapporto con l’Intelligenza Artificiale
“Atlante contemporaneo”
Non è più il mondo a pesare sulle sue spalle, bensì ciò che resta di noi.
Un accumulo silenzioso di oggetti che abbiamo desiderato, consumato, sostituito.
Tecnologia nata per alleggerire la vita, diventata materia, ingombro, memoria.
Questo Atlante non sorregge la Terra,
ma il peso invisibile della nostra epoca:
l’obsolescenza, la dipendenza, la velocità che divora il senso.
Intorno, il caos.
Non un evento straordinario, ma la normalità di una società che corre, brucia, documenta, ma raramente osserva.
Il gesto è lo stesso da millenni: resistere!
Ma oggi la fatica è diversa, non è più cosmica, è quotidiana e forse la domanda non è quanto pesa il mondo, ma quanto pesa ciò che scegliamo di portare sulle nostre spalle.