10/09/2026
La mostra BENU | mostra di Eugenio Tibaldi @ Fondazione Pastificio Cerere a cura di Marcello Smarrelli racconta, attraverso immagini e documenti, l’omonimo progetto promosso dalla Fondazione Pastificio Cerere e dalla Fondazione Severino, nato dal desiderio condiviso di portare l’arte contemporanea nella Casa Circondariale di Rebibbia Femminile. L’artista Eugenio Tibaldi ha coinvolto le donne detenute in un percorso di co-progettazione artistica che ha trasformato l'esperienza creativa in uno strumento di partecipazione, dialogo e rinascita.
Ispirato alla fenice, BENU prende il nome da una creatura mitologica sacra agli antichi Egizi, associata al dio Ra e successivamente assimilata alla figura della fenice. Il progetto ha coinvolto attivamente le detenute in laboratori creativi nella prima fase creativa, e continua ad avere bisogno del loro impegno e della loro determinazione per produrre l’energia necessaria ad alimentare le sculture luminose all’interno del carcere.
La mostra sarà visitabile dal 23 settembre al 28 novembre promossa dalla Fondazione Pastificio Cerere e la Fondazione Severino, in collaborazione con Intesa Sanpaolo Banka BiH
🐦🔥 BENU exhibition uses images and documents to tell the story of the project of the same name, promoted by the Fondazione Pastificio Cerere and the Fondazione Severino, which arose from a shared desire to bring contemporary art to the Rebibbia Women’s Prison. The artist Eugenio Tibaldi engaged the female prisoners in a process of collaborative artistic creation that transformed the creative experience into a tool for participation, dialogue and rebirth.
Inspired by the phoenix, BENU takes its name from a mythological creature sacred to the ancient Egyptians, associated with the god Ra and later equated with the figure of the phoenix. The project actively involved the female prisoners in creative workshops during the initial creative phase, and continues to rely on their commitment and determination to generate the energy needed to power the light sculptures inside the prison.
Photo credits Lorenzo Morandi