Artemente

Artemente 💭Scatto, scrivo e penso tanto
⛰️Vivo la montagna con calma
✨Do significato al gesto, non alla prestazione
🧘🏼‍♀️Respiro, mi muovo e mi ritrovo

Se c’è una cosa che ho sempre adorato/odiato di me stessa è quella gigantesca, spropositata, smisurata e assolutamente i...
28/08/2026

Se c’è una cosa che ho sempre adorato/odiato di me stessa è quella gigantesca, spropositata, smisurata e assolutamente ingiustificabile testa di c***o. 🫶

Mi lamento, sempre e comunque.
Mi arrabbio con me stessa per quello che non riesco a fare.
E spesso riesco pure a trovare il modo di trasformare una cosa bella in una lista di cose che avrei potuto fare meglio.

50 km in bici.
45 fatti.
5 di sentiero dove scendo e porto la bici a mano.

E niente.
Il cervello decide che il problema sono quei 5.

Perché ovviamente è molto più semplice concentrarsi su quello che manca che su tutto quello che c’è.

In quei momenti esce un "Brava Topa” random del mio papà. 🐭

E magari non cambia niente, però mi rimette nelle condizioni di continuare ad andare.

Quindi sì, quei 5 km non li ho fatti come avrei voluto.
Ma gli altri 45 sì.

E oggi mi tengo quelli.

E un applauso al Caciu, che si è beccato le mie lamentele per i suoi “sentieri facili”. (Maledetto. 🫶)

È una presenza eterica,e il silenzio che le accompagna ne è testimone.Tutto accade mentre loro semplicemente esistono.Im...
11/08/2026

È una presenza eterica,
e il silenzio che le accompagna ne è testimone.
Tutto accade mentre loro semplicemente esistono.
Imponenti, assolute, maestose.

Ci sono posti che ci appartengono più di altri.Non nel senso che li possediamo.Quando si parla di montagna non si possie...
30/07/2026

Ci sono posti che ci appartengono più di altri.
Non nel senso che li possediamo.
Quando si parla di montagna non si possiede niente.
Anzi, è proprio il contrario.
Ci sono posti che diventano parte di noi.

Di fronte a ciò che ci circonda siamo un puntino minuscolo, quasi insignificante.
Eppure riusciamo a contenere tutta l'emozione che questi posti sanno regalarci.
Ed è un'emozione enorme, secondo me.

Come si fa a non rimanere in silenzio, nell'ammirazione più totale?

Le montagne parlano un linguaggio tutto loro.
I loro profili custodiscono segreti che svelano solo ai più devoti.
Ogni curva della roccia, ogni cavità, ogni concrezione ha una storia da raccontare.
E non basta ascoltare. Bisogna sentire, osservare, toccare. Rimanere in silenzio.

L’epilobio poi, non conosce mezze misure. Ti abbaglia.

Camminare accanto a tutto questo dovrebbe essere un privilegio.
E io sono felice di condividere questi posti con persone che li considerano davvero tali.
Persone che amano la montagna, la rispettano, la abitano e ne parlano come si parla di qualcosa di importante, davvero.

📍Rifugio Valcaira, ai piedi del Pizzo di Ormea

Come il nocciolo dell'avocado dimenticato nel bicchiere, avvolto nella carta umida.Avevo provato anche quella storia dei...
07/07/2026

Come il nocciolo dell'avocado dimenticato nel bicchiere, avvolto nella carta umida.

Avevo provato anche quella storia dei quattro stuzzicadenti ai lati, con il nocciolo che sfiorava appena l'acqua.
Inutile dire che non ne è cresciuto mezzo.

L'ho dimenticato, ma non perché fosse poco importante.
Dai, chi se lo ricordava.

Laggiù, nell'angolo più buio della cucina, dietro il servizio buono della nonna, quello delle grandi occasioni.
Che, tra l'altro, non ho mai usato.

Come si fa a sapere quali occasioni saranno grandi per davvero senza viverle..
E se poi non lo sono?

Ti ritrovi sconfortarto, con una pila di piatti da lavare che se te ne scivola uno e si sbecca è pure una grana.

A me piaceva il piatto della nonna.
Quello bianco e blu, con un gallo dipinto sopra.
Tutto sbeccato ai lati, con una piccola crepa sul bordo destro.

Era sempre tutto più buono mangiato in quel piatto.
Forse era lui il piatto delle grandi occasioni.
O forse era lui che faceva diventare grandi le occasioni normali.

Ah,
ho controllato l'avocado.

Non è ancora pronto.

Per la serie “nessuna storia oltre il limite”.Tutti si aspettano grandi viaggi e avventure epiche.Storie da raccontare a...
09/06/2026

Per la serie “nessuna storia oltre il limite”.

Tutti si aspettano grandi viaggi e avventure epiche.
Storie da raccontare a granvoce sotto ai riflettori.
Il problema è che sempre meno gente "supera il limite" per se stessa.

Beh, qui, come ben sapete, di oltre il limite c'è poco.
Ci sono un paio di ragazzi appesi ad una corda al Poggio dell'Allodola.
Qualche panino con la mortazza e, per i più fini riso nero e cous cous senza formaggio (per ca**tà).

Nessuna storia raccontata a gran voce, solo parole sussurrate.
Le migliori.
Quelle che alle orecchie di un estraneo possono sembrare quasi banali,
ma che in realtà racchiudono un mondo.

Qualche ora passata appesa a una corda è già una storia ricca, o almeno lo è per me.
La compagnia conta tanto, lo ammetto.

Non tutte le storie hanno bisogno di essere straordinarie.
Alcune valgono semplicemente perché sei presente.
Presente per davvero.
Perché ci sono le persone giuste.
Perché, quando torni a casa, sorridi senza un motivo preciso.
(Sicuramente non per le battute di Gabriele, ecco)

L’essenza è nel fare, non nel superare.Nel sentirsi pienamente soddisfatti,oltre il tempo e il risultato.Ci insegnano ad...
20/05/2026

L’essenza è nel fare, non nel superare.
Nel sentirsi pienamente soddisfatti,
oltre il tempo e il risultato.

Ci insegnano ad andare forte,
a superare sempre un po' il limite.

Ma così tralasciamo l'essenza.

La bellezza dell’apprezzare ciò che facciamo,
semplicemente perché amiamo farlo.
È questo il punto.

Apprezzare il nostro corpo,
per ciò che ci permette di vivere.
Ringraziare la nostra mente,
per i luoghi in cui riesce a portarci.
Abitare quella pienezza d'anima,
che ci fa sentire vivi.

Senza pretese, senza cronometro.

"🎶e quello che non hai va preso serenamente
se vogliono i pianeti, se Dio te lo permette
se poi ti senti forte puoi pure andare oltre, ma quello vedi te🤍".

Mi hanno detto che dalla mia irrequietezza riesco a creare cose belle.Per me è un grande risultato. E dico “risultato” i...
05/05/2026

Mi hanno detto che dalla mia irrequietezza riesco a creare cose belle.

Per me è un grande risultato. E dico “risultato” in senso lato, perché non voglio mettermi paletti.
Al momento, non ho obiettivi da raggiungere.
Non per svogliatezza, al contrario.
Non vedo l’ora di fare, di dire, di creare.
Ma al mio passo.

La competizione la lascio a chi cerca solo la superficie,
quella liscia che riflette come uno specchio.
Io cerco altro: cerco le crepe, i tagli... i dettagli.

Cerco di uscire dalla traccia, dai bordi, imparando ad apprezzare lo sterrato, se così si può dire.

La mia mente è da sempre irrequieta.
E fino a poco tempo fa non lo vedevo come un punto di forza.

Poi ho scelto di colorare un po’ fuori dai bordi, allargando il mio disegno.
Ho capito che devo partire proprio da lì per fare le cose: dalla parte più vera di me.
Quella che non sempre mi piace, ma che devo accettare.

Senza guardare ai risultati, senza impormi obiettivi o limiti.
Fare, semplicemente facendo.

Come voglio io.
Quando voglio io.

Bellissimo.

ps: grazie Tommi che vai da primo 😵‍💫

Sentirsi un tutt’uno con ciò che ti circonda,è così che capisci di essere nel posto giusto,a fare la cosa giusta.Quella ...
23/04/2026

Sentirsi un tutt’uno con ciò che ti circonda,
è così che capisci di essere nel posto giusto,
a fare la cosa giusta.
Quella che ti fa sentire libera.

SENTIRE non è ESSERE.

Essere libera, è una cosa.
Sentirsi libera è diverso.

La libertà è un concetto profondo,
così profondo che ridurlo a semplici parole
suona sempre incompleto.

Essere se stessi, davvero,
significa esporsi al giudizio
al nostro e a quello degli altri.
È inevitabile.

Bisogna essere forti per sentirsi liberi?
E per essere forti, cosa bisogna fare?
Non c’è una verità assoluta.
Esiste quella soggettiva.

Soggettivamente,
non c’è niente di più meraviglioso
che sentirsi liberi,
mentre si è se stessi.

Lo scricchiolio delle foglie sotto la ruota della bicicletta mi accompagna quasi sempre nel mio vagabondare per i sentie...
13/04/2026

Lo scricchiolio delle foglie sotto la ruota della bicicletta mi accompagna quasi sempre nel mio vagabondare per i sentieri di casa.
Il profumo di corteccia e sottobosco, trasportato dal vento, aiuta a liberare la mente, come se al suo passaggio si portasse via un po’ di pensieri. Avere la mente affollata non fa bene.

Certe idee escono e altre entrano: forse dipende da che parte tira il vento?
La “nostra” montagna non ci fa mancare proprio nulla: ci permette di sciare linee perfette lungo i suoi pendii, di pedalarla, di scoprirla un passo alla volta.
Lo scrivo tra parentesi, “nostra”, perché troppi si impastano la bocca con parole che non gli appartengono. Parlano delle Terre Alte come se fossero roba loro, e non lo trovo affatto giusto.
Mi piace parlare di montagna, non c’è discorso migliore. Ma ci chiediamo mai quanto bene le vogliamo?

Chi ce l’ha a cuore la cura, la rispetta, la esplora con curiosità gentile, le porta sollievo dopo giornate di forte vento o pioggia, togliendole il peso dei rami rotti o dei torrenti bloccati.
Chi sa quanto vale, sa anche quando è il momento di darle spazio.

Non bisogna essere un ultra trail runner per apprezzarne la bellezza, così come non si deve per forza pedalare una muscolare per percepirne i lati più nascosti. La montagna è bella perché abbraccia e ricompensa chi la venera e la rispetta, indipendentemente dal grado di allenamento o dal mezzo che si sceglie per esserne un tutt’uno.

Il concetto di libertà si approccia perfettamente alla montagna, per quanto mi riguarda.
E limitarla per i pregiudizi degli altri è la cosa più stupida che l'essere umano possa fare.

Lei ci ama per quello che siamo, e noi dovremmo fare lo stesso.

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