30/06/2026
SAN CESARIO 30 GIUGNO 2026
DECENNALE DELLA MORTE TRAGICA DI CLAUDIA MARIA D’ANTONA.
1° LUGLIO 2016 - 1° LUGLIO 2026
OGGI RIPOSA NELLA CA****LA BOSCHETTI DEL NOSTRO CIMITERO. AVEVA 56 ANNI QUANDO VENNE UCCISA A DACCA, CAPITALE DEL BANGLADESH, NELLA STRAGE JIHADISTA DEL 1° LUGLIO 2016.
UNA DONNA CORAGGIOSA E FORTE, D’IMMENSO VALORE, E UNA NATURALE INCLINAZIONE AL SOCIALE, AL VOLONTARIATO E ALLA FILANTROPIA.
UN LAVORO CHE LA ENTUSIASMAVA E UN ANIMO NOBILE.
“Contaminava tutti con la sua gentilezza e la sua forza esplosiva - ricorda il chirurgo bolognese Prof. Paolo Morselli - faceva da tramite tra noi e i medici locali per migliorare l’organizzazione della nostra attività sanitaria, per salvare le donne indiane sfregiate dall’acido e fare guarire i bambini malati negli orfanatrofi.
Il suo sorriso e il suo atteggiamento sempre positivo erano presenti anche quando per noi la situazione diventava critica e difficile da gestire. Ed era in questi momenti che prevaleva il suo ottimismo e il suo pragmatismo”.
Il suo nome compare fra le vittime dell’attentato terroristico avvenuto alle 21,20 locali del 1° luglio 2016, quando sette terroristi di matrice jihadista armati di bombe, armi e coltelli lanciarono granate a mano e aprirono il fuoco all'interno del ristorante Holey Artisan Bakery, poco distante dall'ambasciata italiana.
E Maria Claudia D’Antona era proprio in mezzo a quell’inferno dal quale non è più uscita viva. Come ha affermato Gian Galeazzo Boschetti, è stata uccisa da un colpo di pi***la, probabilmente un solo colpo, che le è stato fatale.
Chi fu in grado di recitare versi del Corano si salvò la vita, chi non conosceva il testo sacro venne ucciso con armi affilate. Morirono 22 persone, 9 dei quali italiani:
ADELE PUGLISI, MARCO TONDAT, CLAUDIA MARIA D’ANTONA, NADIA BENEDETTI, VINCENZO D’ALLESTRO, MARIA RIBOLI, CRISTIAN ROSSI, CLAUDIO CAPPELLI E SIMONA MONTI.
Laureata in legge nel 1984 all’Università di Torino, Claudia D’Antona dirigeva a Dacca la Fedo Trading Ltd, azienda produttrice di capi d’abbigliamento, quando conobbe Gian Galeazzo Boschetti, che sposò due anni prima di morire.
Era stata volontaria della Croce Verde a Torino e aveva prestato il suo aiuto come paramedico in occasione dell’incendio del cinema e in Irpinia all’indomani del terremoto.
Lavoravamo tredici, quattordici ore al giorno in un ospedale con attrezzature diverse dalle nostre, anche se dall’Italia ci eravamo portati gli strumenti necessari - racconta il Prof. Morselli - nel 1996 Claudia D’Antona e Gian Galeazzo Boschetti ci contattarono, essendo venuti a conoscenza della nostra attività di volontariato, e ci scrissero di volere mettere a disposizione la loro casa.
E’ così che li abbiamo conosciuti e immediatamente abbiamo capito che Claudia e Gianni erano due persone straordinarie. Con loro ogni cosa diventava possibile, in una città complessa come Dacca. Ci hanno cambiato la vita e lo hanno fatto per vent’anni. È stato un aiuto importante, preziosissimo.
Per intere settimane tutta la nostra equipe è stata ospitata da Gianni e Claudia o dai loro amici. Ci hanno accudito, dato vitto e alloggio, accompagnandoci ogni giorno in ospedale e sono sempre intervenuti ogni volta che avevamo problemi burocratici da risolvere, come lo sdoganamento dei nostri strumenti chirurgici e sempre tutto a loro spese. Ci hanno introdotto nella loro comunità, fra italiani e popolazione locale.
“Ornata di candide rose e avvolta nel Tricolore, il 9 luglio 2016 entrò nella Chiesetta del nostro Cimitero accompagnata dalle corone di fiori del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio e della Città di Torino”.
Essendo trascorso il periodo necessario previsto per Legge, cioè 10 anni, chiederemo in Consiglio comunale l’intitolazione di una via o di una piazza in memoria del suo esempio di vita e della sua nobiltà d’animo.
Di Luciano Rosi