13/07/2026
Per anni ho pensato che il mio lavoro fosse fotografare matrimoni.
Poi ho capito che non era quello.
Il mio lavoro è far sì che, tra trent’anni, possiate sedervi sul divano, aprire un album e ritrovarvi esattamente lì.
Sentire il nodo alla gola prima della cerimonia.
Ridere per un momento che avevate dimenticato.
Rivedere gli occhi di una persona che oggi magari non c’è più.
È questo il motivo per cui non smetto mai di cercare il dettaglio, l’emozione, l’attimo.
Perché una fotografia non è solo un’immagine.
È l’unica macchina del tempo che abbiamo.