29/04/2026
Questo set fotografico è un’ode silenziosa a tutte le donne che hanno imparato a mettere radici e a lasciar volare allo stesso tempo.
A chi ha tenuto forte quando sarebbe stato più facile mollare.
A chi ha capito che amare un figlio significa, poco a poco, imparare a lasciarlo andare.
Dal cuore di chi sa che certe radici non si vedono, ma reggono tutto.
È caratterizzato da Radici che si arrampicano sul muro come memoria antica.
Rami che si aprono verso il cielo come braccia che accolgono.
E poi i nastri tanti, colorati, vivi che fluttuano nell’aria come fiati, come voci, come storie ancora da scrivere.
Al centro di tutto, un filo rosso.
Quello che non si vede ma si sente sempre.Quello che lega ogni madre a ogni figlio dal primo respiro in poi, attraverso il tempo, la distanza, il cambiamento.
L’albero non è una decorazione.È un corpo: ha radici che affondano, ha rami che proteggono, ha la capacità di piegarsi nel vento senza spezzarsi.
Come una madre.
I nastri sono i figli ciascuno con il suo colore, la sua direzione, il suo modo di muoversi nel mondo.
Nessuno uguale all’altro.
Tutti legati allo stesso ramo, tutti nati dallo stesso tronco.
La sedia sotto l’albero non è solo un posto dove sedersi.È il grembo che rimane — il luogo sicuro che una madre costruisce una volta sola e tiene aperto per sempre.
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