03/09/2025
Ora devo ricostruire me stessa. E per farlo forse devo arrivare a distruggermi. Distruggere l’idea che avevo di me stessa, ciò che credevo di volere, ciò che stavo costruendo e che prospettavo per il mio futuro.
Eh si, fa male. Ricominciare da capo è un processo confuso, disordinato, solitario. Ci si sente estranei nella propria vita, come un narratore esterno in terza persona che vede tutto crollare e rimane lì, a guardare da fuori vedersi struggere da dentro.
Non c’è da avere fretta, le ferite non passano dal giorno alla notte ma sono fatte per essere curate nel tempo.
Quando restare significa morire un po’ ogni giorno, andare via non è da codardi. Non si può guarire se si rimane nel posto in cui ci hanno ferito. Quindi, sul rimanere e scomparire, ho scelto di andarmene e rinascere. E come ogni rinascita, prima bisogna un po’ morire.
Ora, figlio mio, tu sei la mia unica priorità. Ti ho fatto forte e sarai pronto ad affrontare anche questa situazione. Mamma ti insegnerà che soffrire è umano, che piangere è legittimo. Che si cade e ci si rialza, anche se a volte ci si mette del tempo.
Tu sei la mia casa e io la tua, ora. La mia unica priorità, da quando mi sveglio a quando mi addormento con te.
Sono pronta ai sacrifici che la vita di madre mi riserverà e spero di trasmetterti i veri valori della vita.
/ ricordi di un Gio Gio minuscolo, agosto 2024, allattamento e linea nigra