Wild nature photographer Massimo Alviani

Wild nature photographer Massimo Alviani Tutte le foto presenti in questo sito sono state scattate con il massimo rispetto per gli animali e la natura.

31/03/2025
Parco Nazionale della Majella.
26/11/2024

Parco Nazionale della Majella.

Il dimorfismo sessuale è inesistente, il nibbio reale per taglia (maschio 60 cm, femmina 66 cm) e apertura alare (maschi...
21/05/2024

Il dimorfismo sessuale è inesistente, il nibbio reale per taglia (maschio 60 cm, femmina 66 cm) e apertura alare (maschio 150 cm, femmina 160 cm), supera il nibbio bruno, con cui spesso si confonde. Il suo piumaggio è molto più chiaro di quello del nibbio bruno, da cui si distingue per la caratteristica coda rossiccia profondamente forcuta. Se si osserva in volo si distingue anche per la macchia biancastra sul lato inferiore delle remiganti primarie. È un animale dalla coda stupenda ed essendo molto larga permette al nibbio di planare più facilmente.
Lo si incontra in quasi tutta l'Europa centrale e occidentale, in particolare in Germania, Spagna e Francia, dove si riproduce regolarmente, ma anche in Asia occidentale e in Africa nord-orientale.
Il suo habitat sono boschi e foreste, specialmente di latifoglie, le pianure ma anche gli ambienti collinari.
Per cacciare necessita di vicini spazi aperti erbosi, terreni coltivati, pascoli e in genere zone di bassa vegetazione.
Storicamente presente nelle città dove è assente il nibbio nero, a volte può essere osservato nei pressi delle discariche o sui bordi delle strade ai confini dei centri urbani.
Normalmente localizzabile all'interno della fascia che va dagli 0 agli 800 metri sul livello del mare, nelle zone montuose può nidificare ad altitudini ben maggiori (con un picco di 2,500 m osservato in Marocco).
In Italia lo si può avvistare in volo, in Sardegna, Sicilia, e nell'appennino meridionale. Particolarmente diffuso in Basilicata, frequentemente lo si incontra in volo sui centri abitati. In inverno addirittura lo si osserva in folti gruppi.
La sua dieta principale sono piccoli mammiferi, uccelli, ma anche pesci, e qualche carogna.
Inizia la riproduzione in primavera, depone in media tre uova, che cova fin dal primo, che porta a fare schiudere le uova in tempi diversi, ma sempre dopo circa un mese. Per far sì che i pulli siano autosufficienti, occorrono anche quattro mesi, anche se il primo involo avviene dopo sette settimane.

Il camoscio alpino (Rupicapra rupicapra, Linnaeus 1758) è un mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei Bovid...
31/12/2023

Il camoscio alpino (Rupicapra rupicapra, Linnaeus 1758) è un mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei Bovidi. Di aspetto molto simile alle capre, viene incluso con esse e con le pecore nella sottofamiglia dei Caprini.

È piuttosto simile al camoscio dei Pirenei (Rupicapra pyrenaica), che vive, appunto, sui Pirenei e al camoscio appenninico (Ssp. Rupicapra pyrenaica ornata), quest'ultimo endemico dell'Appennino Italiano centrale e considerato a sua volta, una sottospecie del camoscio dei Pirenei.

I resti fossili più antichi di camoscio sono stati rinvenuti sui Pirenei e risalgono a 250-150 000 anni fa (Glaciazione di Riss).

La massima diffusione della specie si ebbe tra gli 80 000 e i 12 000 anni fa (Glaciazione di Würm): in quest'epoca, spinto dall'incalzare dei ghiacciai, il camoscio si distribuì in quasi tutta l'Europa centrale e in parte di quella centromeridionale.

Le successive mutazioni climatiche ed ambientali privarono questo Ungulato (nelle zone meno elevate) dell'habitat idoneo alla sua sopravvivenza; conseguentemente il suo areale si ridusse e frammentò e incominciarono così a differenziarsi le diverse sottospecie.

Oggi il camoscio è presente nei sistemi montuosi del centro e del sud dell'Europa: Alpi francesi, Alpi italiane, Alpi svizzere, Alpi austriache, Alpi bavaresi, Liechtenstein, Catena del Giura, Slovenia e Balcani. A seguito di reintroduzioni, la specie è presente nella Foresta Nera, nei Vosgi; dal 1978 anche nel Cantal del Massiccio centrale francese. A nord raggiunge gli Alti Tatra.

Agli inizi del Novecento è stato introdotto in Nuova Zelanda.

Segue-----> https://it.wikipedia.org/wiki/Rupicapra_rupicapra

L'ibis sacro (Threskiornis aethiopicus Latham, 1790) è un pelecaniforme della famiglia dei Treschiornitidi. Vive nell'Af...
31/12/2023

L'ibis sacro (Threskiornis aethiopicus Latham, 1790) è un pelecaniforme della famiglia dei Treschiornitidi. Vive nell'Africa subsahariana, in Iraq e anticamente in Egitto, paese in cui adesso è praticamente estinto, dove era venerato come simbolo del dio Thot.
Uc***lo caratteristico, si presenta con un piumaggio uniformemente bianco (presentante alcuni riflessi verdi o bluastri), zampe, becco e coda nere. Si registrano alcuni casi di melanismo.
L'ibis sacro ha una taglia abbastanza grande: è lungo infatti sui 56–69 cm con un peso di 1-1,9 kg e un'apertura alare di 112–123 cm.
Come tutti i ciconiformi, vola con le ali aperte e le zampe slanciate (in modo particolarmente simile alla cicogna bianca) e, proprio osservandolo durante questo movimento, si può notare il sottoala, di un bianco meno chiaro rispetto a quello del piumaggio.

Segue--------> https://it.wikipedia.org/wiki/Threskiornis_aethiopicus

Indirizzo

Via Marane Palazzo 206
Sulmona
67039

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