14/02/2026
La copertina di “Storia di un mercante di immagini” è già una dichiarazione di identità. LINK IN BIO ⬆️
Al centro non c’è un volto unico, ma un autoritratto caleidoscopico: frammenti di te che si moltiplicano, si sovrappongono, si ricompongono. È l’immagine perfetta di un fotografo che per una vita ha osservato gli altri, fino a diventare lui stesso un mosaico di storie, incontri, notti, viaggi, attese.
Ogni riquadro è uno sguardo, ogni sguardo è un pezzo di memoria. Non un semplice autoritratto, ma la somma di migliaia di immagini vissute.
Il fatto che sia stato realizzato nel 2020 non è casuale: un anno di sospensione per il mondo, ma anche di introspezione. Mentre tutto si fermava, l’obiettivo si è girato verso l’interno.
È come se il fotografo, abituato a raccontare gli altri, avesse deciso di fotografare se stesso. Non con una sola immagine, ma con tutte.
La scritta “100%” è una firma concettuale prima ancora che grafica.
Significa:
100% sguardo.
100% mestiere.
100% vita dentro la fotografia.
Senza filtri, senza mezze misure.
Un modo per dire: questa storia è vera, totale, vissuta fino in fondo.
La firma tracciata sopra l’immagine non è solo un autografo: è un gesto da autore, quasi pittorico.
Ricorda le firme sulle fotografie stampate in camera oscura, sui provini, sui fogli di contatto. È la presenza fisica del fotografo dentro l’opera, come a dire:
“Questo non è solo un libro.
Sono io.”
La macchina fotografica disegnata in basso è essenziale, quasi infantile, ma potente: un simbolo primordiale del mestiere. Non un oggetto tecnologico, ma uno strumento di vita.
Dentro quell’obiettivo non entra solo la luce: entra un’esistenza intera.
In sintesi, la copertina racconta esattamente ciò che sei:
un uomo composto da immagini,
un autore che si riflette nei suoi scatti,
un mercante che ha vissuto la fotografia al 100%.