Gruppo Fotografico La Mole

Gruppo Fotografico La Mole Corsi e incontri di Fotografia a Torino dal 1969. "Photography lives here" "Sembra impossibile siano passati già tanti anni..."

Come è nato il Gruppo Fotografico La Mole? Come qualsiasi gruppo amatoriale, dall'incontro di persone con una passione ed un desiderio comune. Nel nostro caso la passione per la fotografia e il desiderio di entrare in rapporto con altri appassionati, per confrontare idee, esperienze ed affinare conoscenze e capacità espressive. Questo incontro avviene sul finire del 1968, protagonisti Renato Guidi

, Renzo Miglio attuale presidente onorario, e in un secondo momento Domenico Grosso. Hanno una idea comune: quella di costituire un gruppo fotografico diverso da quelli esistenti, un gruppo giovane, che, al di là di ogni formalismo, sia aperto a idee e attività nuove. Ai tre si uniscono altri fotoamatori e si costituisce un gruppo denominato "Gruppo Fotografico Clik - Torino" che si riunisce alternativamente nelle abitazioni dei tre fondatori. Gli aderenti aumentano, inaugura la prima sede in via Ellero 19 e nel gennaio 1969 si assume la denominazione definitiva di "Gruppo Fotografico La Mole". Il successo dell'iniziativa supera ben presto le più ottimistiche previsioni. Mostre di soci e di noti fotografi si alternano a conferenze e dibattiti, mentre i soci più agguerriti (soprannominati, per il loro dinamismo, "Squadra corse") partecipano assiduamente a concorsi nazionali e internazionali, nei quali ottengono ripetutamente affermazioni e consensi. E' questo il periodo in cui il gruppo assume una sua precisa fisionomia e si fa conoscere ben al di fuori dei confini della sua città. Negli anni numerose sono le sedi in cui il Gruppo è destinato a spostarsi, come numerose sono le iniziative intraprese; la più famosa delle quali è il Trofeo Autofotografico di Primavera, o Rallye Fotografico. Il Trofeo, ripetuto per oltre 25 anni, diviene un appuntamento fra i più attesi del mondo amatoriale piemontese, un modo divertente di passare una domenica fotografando in luoghi suggestivi fra amici. Fra le attività più qualificanti sono i Corsi di Fotografia teorico-pratici, di anno in anno sempre più frequentati, che fruttano al Gruppo nel 1998 l'onoreficenza di BFI, Benemerito della Fotografia Italiana concessa dalla FIAF. Il circolo affronta l'inizio del secondo millennio con un concorso a portfolio "La Mole d'Oro" nella splendida cornice del Castello di Macello, che riscuote un buon successo. Il successivo decennio segnato dall'avvento della fotografia digitale vede in seno al circolo un profondo rinnovamento con un consistente ricambio generazionale e si chiude nel 2009 con un importante traguarddo, quello dei 40 anni di attività sugellati da una monografia che raccoglie le migliori fotografie dei soci. Il 2010 rappresenta un punto di svolta, la nuova sede di via Aquila 21 e la ritrovata voglia di fare vedono la nascita di nuovi progetti e attività. Tra questi segnaliamo la rinnovata offerta di corsi di fotografia e fotoritocco coordinati da una apposità sottosezione dedicata all'insegnamento "La Mole - Academy". Il circolo organizza inoltre la manifestazione Obiettivo sul Freisa che riporta il nome del circolo sui giornali e tanti fotografi fuori porta. Abbiamo ormai alle nostre spalle oltre 40 anni di storia, un passato che ci incoraggia a proseguire sulla strada, non sempre facile, che abbiamo fin quì percorso, confortati non solo dai risultati raggiunti, ma soprattutto dalla coscienza che il nostro spirito oggi è lo stesso che animava quelli di noi che davano vita a questo gruppo.

📷 Addio a Franco FontanaÈ morto oggi a Modena, a 92 anni, Franco Fontana, uno dei grandi protagonisti della fotografia i...
29/08/2026

📷 Addio a Franco Fontana

È morto oggi a Modena, a 92 anni, Franco Fontana, uno dei grandi protagonisti della fotografia italiana.

Ha fatto del colore, delle geometrie e delle forme un linguaggio personale e immediatamente riconoscibile. I suoi paesaggi, ridotti all’essenziale attraverso l’inquadratura, hanno contribuito a cambiare il modo di intendere la fotografia a colori.

Più che raccontare la realtà, Fontana cercava un nuovo modo di vederla.

Resta un lavoro che ha attraversato oltre sessant’anni di fotografia e che continuerà a essere un riferimento per generazioni di fotografi.

Quale sua immagine vi è rimasta più impressa?

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICA — ΤΕΛΟΣUlisse è tornato a Itaca.Ha affrontato Poseidone e il meteo che cambia sempre nel momento...
27/08/2026

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICA — ΤΕΛΟΣ

Ulisse è tornato a Itaca.

Ha affrontato Poseidone e il meteo che cambia sempre nel momento sbagliato.

È sopravvissuto ai like dei Lotofagi, al 50 mm di Polifemo, alle previsioni di Eolo, alle metamorfosi di Circe e alle irresistibili offerte delle Sirene.

È passato tra Scilla e Cariddi cercando di capire se fosse meglio fotografare un momento o viverlo.

È rimasto prigioniero della postproduzione di Calipso.

Ha scoperto il mitologico circolo fotografico dei Feaci.

È salito sull’Olimpo per capire chi scarica le batterie proprio quando arriva la luce perfetta.

È tornato da Penelope con 24.736 RAW da selezionare.

E infine ha affrontato i più temibili di tutti:

quelli che sanno sempre come avresti dovuto fare la tua fotografia.

Dopo dodici canti, però, manca ancora qualcosa.

Il vostro verdetto.

Se avete seguito L’Odissea Fotografica, diteci:

👉 Qual è stato il canto che vi è piaciuto di più?

Ma soprattutto:

👉 In quale vi siete riconosciuti maggiormente?

Siete quelli che controllano quattro app meteo prima di uscire?

Quelli che dicono «faccio solo una piccola correzione al RAW» e riemergono da Lightroom tre ore dopo?

Quelli incapaci di eliminare due fotografie praticamente identiche?

Quelli che ogni tanto guardano i like un po’ più di quanto vorrebbero ammettere?

Oppure avete incontrato anche voi qualche Polifemo convinto di possedere l’unica verità fotografica?

Scrivetecelo nei commenti.

Perché questa Odissea era una parodia.

Ma, ammettiamolo…

qualcosa di terribilmente vero c’era. 😄

Grazie a tutti quelli che hanno viaggiato con Ulisse fino a Itaca.

E ricordate:

la Fotografia Perfetta non esiste.

Ma questo non è certo un buon motivo per smettere di cercarla.

📷 ΤΕΛΟΣ — FINE

…almeno fino alla prossima uscita fotografica.

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICACANTO XII — LA STRAGE DEI PROCIDove Ulisse affrontò guru, influencer, puristi, pixel peeper e tut...
26/08/2026

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICA

CANTO XII — LA STRAGE DEI PROCI

Dove Ulisse affrontò guru, influencer, puristi, pixel peeper e tutti coloro che volevano spiegargli come avrebbe dovuto fotografare. E finalmente comprese quale fosse la macchina fotografica migliore.

Ulisse era tornato a Itaca.

Aveva attraversato mari.

Sfidato dèi.

Resistito alle Sirene.

Scattato 24.736 fotografie.

Ora desiderava soltanto una cosa.

Fotografare in pace.

Entrò nel suo palazzo.

Si fermò.

La sala era piena di uomini.

Erano i Proci Fotografici.

Lo aspettavano.

Il primo gli si avvicinò.

«Ho visto le tue fotografie.»

Ulisse impallidì.

«Belle, però…»

Ecco.

“Però.”

Il Procio indicò una fotografia.

«Io avrei aperto di più le ombre.»

Un secondo intervenne.

«Io invece le avrei chiuse.»

Un terzo scosse la testa.

«Troppo contrasto.»

«Poco contrasto.»

«Orizzonte centrale.»

«Regola dei terzi.»

«La regola dei terzi è superata.»

«Troppo nitida.»

«Leggermente morbida.»

Ulisse cercò di allontanarsi.

Un uomo gli sbarrò la strada.

«Che macchina usi?»

«Mirrorless.»

L’uomo sorrise con compassione.

«Ah.»

Ulisse conosceva quell’“ah”.

Era peggio del “però”.

Da un angolo si alzò il Purista Analogico.

«La fotografia è morta quando abbiamo smesso di usare la pellicola.»

Accanto a lui il Tecnologo scosse la testa.

«Senza autofocus AI oggi non ha senso fotografare.»

Il Pixel Peeper aveva già aperto una fotografia al 400%.

«Qui vedo rumore.»

«Era ISO 12800.»

«Appunto.»

Poi arrivò l’Influencer.

«Bella foto. Ma in verticale funzionerebbe meglio.»

Ulisse strinse i pugni.

Un Guru salì su una sedia.

«Posso insegnarti il mio metodo in sette semplici passaggi.»

Ulisse ebbe un brivido.

Gli tornò in mente il canto delle Sirene.

«Quanto costa?»

«Normalmente 997 euro…»

«BASTA!»

Silenzio.

Ulisse si alzò.

Tutti guardarono verso di lui.

Nell’Odissea originale, a questo punto, avrebbe preso l’arco.

Questa era però L’Odissea Fotografica.

Ulisse prese la fotocamera.

E uscì.

I Proci rimasero interdetti.

«Dove vai?»

«A fotografare.»

«Ma non vuoi sapere qual è l’obiettivo migliore?»

«No.»

«Il formato migliore?»

«No.»

«Il miglior software?»

«No.»

«Almeno dicci se preferisci reflex o mirrorless!»

Ulisse si fermò sulla porta.

Ci pensò.

Poi sorrise.

«Preferisco le fotografie.»

E se ne andò.



Camminò fino alla spiaggia.

Era lo stesso mare dal quale era partito.

Niente tramonto spettacolare.

Niente nebbia.

Niente raggi di luce.

Nessun fenicottero davanti al sole.

Solo Penelope seduta su una roccia.

Ulisse alzò la fotocamera.

Poi ricordò Scilla e Cariddi.

La abbassò.

Guardò.

Sorrise.

Poi la rialzò.

Click.

Una fotografia.

Una sola.

Ulisse la guardò sul display.

Non controllò l’istogramma.

Non ingrandì al 100%.

Non cercò aberrazioni cromatiche.

Non pensò ai like.

Non immaginò cosa avrebbero detto i Feaci.

E soprattutto non pensò ai Proci.

Gli piaceva.

Questo bastava.

Fu allora che Penelope gli fece la domanda che aveva accompagnato tutto il viaggio.

«Alla fine hai scoperto qual è la macchina fotografica migliore?»

Ulisse guardò quella che teneva tra le mani.

Poi guardò il mare.

«Sì.»

«Quale?»

Ulisse sorrise.

«Quella che ti fa ve**re voglia di fotografare.»

FINE

L’Odissea Fotografica
12 canti. 24.736 RAW. Una sola certezza: domani usciamo di nuovo a fotografare.

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICACANTO XI — PENELOPE E I 24.736 RAWDove Ulisse tornò finalmente a Itaca e scoprì che Penelope lo a...
25/08/2026

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICA

CANTO XI — PENELOPE E I 24.736 RAW

Dove Ulisse tornò finalmente a Itaca e scoprì che Penelope lo aveva aspettato per vent’anni. Ma soprattutto aspettava ancora che finisse di selezionare le fotografie.

Dopo aver scoperto che sull’Olimpo qualcuno si divertiva alle sue spalle, Ulisse riprese finalmente il mare.

Questa volta nessuna tempesta.

Nessuna Sirena.

Nessun Ciclope.

All’orizzonte apparve una costa familiare.

Itaca.

Ulisse scese dalla nave.

Aveva attraversato mari, affrontato mostri e resistito persino a un corso scontato del 90%.

Ma soprattutto aveva riportato a casa:

24.736 fotografie.

18 hard disk.

6 backup.

3 cataloghi Lightroom.

E una cartella chiamata:

SELEZIONE_DEFINITIVA_ULTIMA_V3

Penelope lo vide arrivare.

Dopo vent’anni corse verso di lui.

«Ulisse!»

«Penelope!»

Si abbracciarono.

Silenzio.

Poi lei domandò:

«Hai finito di scegliere le fotografie del viaggio?»

Ulisse abbassò lo sguardo.

«Quasi.»

Penelope sospirò.

Conosceva quel “quasi”.

Quella sera Ulisse si mise al computer.

«Sarò spietato.»

Prima selezione:

2.846 fotografie.

«Troppe.»

Seconda:

1.327.

«Dobbiamo arrivare a cento.»

Terza:

638.

Ulisse cominciò a sudare.

Fotografia 4721.

Cinque stelle.

Fotografia 4722.

Cinque stelle.

Fotografia 4723.

Ulisse rimase immobile.

«Questa è praticamente uguale.»

Penelope si avvicinò.

«Allora cancellala.»

Ulisse la guardò sconvolto.

«Non sono uguali.»

«Cosa cambia?»

Ulisse ingrandì entrambe.

«Qui il gabbiano ha l’ala tre centimetri più alta.»

Penelope tornò al suo telaio.

Passarono le ore.

Ulisse arrivò finalmente a 103 fotografie.

«Ci siamo.»

Andò a dormire.

La mattina dopo riaprì Lightroom.

Guardò le escluse.

«Forse sono stato troppo severo.»

Ripescò 47 immagini.

Poi 23.

Poi altre 86.

259 fotografie.

Penelope tesseva.

Ulisse selezionava.

Penelope disfaceva la tela.

Ulisse annullava la selezione.

Giorno dopo giorno.

Settimana dopo settimana.

Finché Penelope entrò nella stanza.

«Ulisse.»

«Sì?»

«Sono passati vent’anni ad aspettarti.»

Pausa.

«Non vorrei aspettarne altri venti per vedere le foto.»

Ulisse guardò lo schermo.

Poi le 24.736 miniature.

Poi Penelope.

Chiuse Lightroom.

Scelse tre fotografie.

Le stampò.

Una era leggermente mossa.

Una aveva il cielo un po’ bruciato.

La terza non avrebbe mai vinto un concorso.

Penelope le guardò a lungo.

Indicò l’ultima.

«Questa mi piace.»

«Davvero?»

«Sì.»

«Perché?»

Penelope sorrise.

«Perché ci sei tu.»

Ulisse guardò la fotografia.

Per una volta…

non controllò nemmeno se fosse perfettamente a fuoco.
Continua…

Prossimamente, il canto finale:
Canto XII — La strage dei Proci
Dove Ulisse affrontò guru, influencer, puristi, pixel peeper e tutti coloro che volevano spiegargli come avrebbe dovuto fotografare. E finalmente comprese quale fosse la macchina fotografica migliore.

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICACANTO X — GLI DÈI DELL’OLIMPO FOTOGRAFICODove Ulisse scoprì finalmente chi decide quando si rompe...
24/08/2026

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICA

CANTO X — GLI DÈI DELL’OLIMPO FOTOGRAFICO

Dove Ulisse scoprì finalmente chi decide quando si rompe una scheda SD, quando arriva la luce perfetta e perché il nuovo obiettivo viene sempre consegnato il giorno dopo la partenza.

Lasciati i Feaci, Ulisse riprese il viaggio verso Itaca.

Ormai aveva affrontato tempeste, Ciclopi, Sirene, algoritmi e persino sette anni di Lightroom.

Pensava di aver visto tutto.

Poi la sua nave si fermò ai piedi del Monte Olimpo.

Ulisse alzò lo sguardo.

«Forse lassù troverò finalmente qualche risposta.»

Salì.

Dopo ore raggiunse una grande sala.

Gli dèi erano riuniti intorno a un tavolo.

Al centro c’era una mappa.

E sulla mappa…

c’era lui.

Ulisse si nascose dietro una colonna.

Zeus sollevò una scheda SD.

«Vediamo. Domani Ulisse fotograferà un matrimonio.»

Un dio annuì.

«Scheda da 128 GB.»

Zeus sorrise.

CRACK.

La spezzò.

Gli dèi scoppiarono a ridere.

Ulisse impallidì.

Finalmente aveva capito.

Poco più in là sedeva Apollo, dio della luce.

Stava osservando un fotografo appostato davanti a un paesaggio.

«È lì dalle cinque del mattino», disse Atena.

Apollo controllò l’orologio.

«Perfetto.»

Con un gesto fece comparire una nuvola davanti al sole.

«Ma perché?!»

Apollo scrollò le spalle.

«La luce troppo facile non forma il carattere.»

Ulisse strinse i pugni.

Poi vide Ermes, messaggero degli dèi, arrivare con un pacco.

«Consegna per Ulisse! Nuovo 70-200 f/2.8.»

Ulisse fece per uscire dal nascondiglio.

Zeus domandò:

«Quando parte?»

Ermes consultò una tavoletta.

«Domani mattina.»

«E allora consegnalo domani pomeriggio.»

Gli dèi applaudirono.

Ulisse stava per perdere la pazienza quando riconobbe Poseidone.

«TU!»

Silenzio.

Tutti si voltarono.

Poseidone sorrise.

«Ulisse. Che piacere.»

«Alba: pioggia. Nebbia: sole. Via Lattea: nuvole. Tramonto: temporale!»

Poseidone sollevò le mani.

«Io gestisco il meteo. Non posso accontentare tutti.»

«MA CON ME SBAGLI SEMPRE!»

Poseidone consultò una pergamena.

«No. Tecnicamente sbagliano le previsioni.»

Ulisse respirò profondamente.

Poi notò una dea seduta in disparte.

Era Atena.

Leggeva un grosso volume.

«E tu cosa fai?»

«Il manuale della tua fotocamera.»

Ulisse rise.

«Nessuno legge il manuale.»

Atena lo guardò.

«Infatti sono la dea della saggezza.»

Ulisse tacque.

Prima di andarsene fece un’ultima domanda.

«Ditemi almeno questo: esiste davvero la Fotografia Perfetta?»

Gli dèi si guardarono.

Zeus sorrise.

«Certo.»

Ulisse spalancò gli occhi.

«Dov’è?»

Apollo indicò il cielo alle sue spalle.

La luce era straordinaria.

Nuvole rosse.

Raggi dorati.

Un’aquila attraversava il sole.

Ulisse afferrò la fotocamera.

Premette il pulsante.

Nulla.

Guardò il display.

BATTERIA SCARICA.

Dall’Olimpo arrivò una fragorosa risata.

Continua…

Prossimamente:
Canto XI — Penelope e i 24.736 RAW
Dove Ulisse tornò finalmente a Itaca e scoprì che Penelope lo aveva aspettato per vent’anni. Ma soprattutto aspettava ancora che finisse di selezionare le fotografie.

L’ODISSEA FOTOGRAFICACANTO IX — I FEACI E IL CIRCOLO FOTOGRAFICO IDEALEDove Ulisse incontrò persone che guardavano davve...
23/08/2026

L’ODISSEA FOTOGRAFICA

CANTO IX — I FEACI E IL CIRCOLO FOTOGRAFICO IDEALE

Dove Ulisse incontrò persone che guardavano davvero le fotografie invece di chiedere con quale macchina fossero state scattate. Naturalmente era un luogo mitologico.

Dopo sette anni trascorsi sull’isola di Calipso, Ulisse riuscì finalmente a premere Esporta.

Riprese il mare.

Stanco, barbuto e con 47 versioni della stessa fotografia, approdò sulle coste dei Feaci.

Gli abitanti lo accolsero amichevolmente.

«Sei un fotografo?»

Ulisse esitò.

Conosceva quella domanda.

«Sì.»

Si preparò al peggio.

«Che macchina usi?»

Ma nessuno lo chiese.

Un Feace indicò la fotocamera che portava al collo.

«Full frame?»

Niente.

«Quanti megapixel?»

Silenzio.

Ulisse cominciò a preoccuparsi.

«Non volete sapere che obiettivo uso?»

Il Feace lo guardò perplesso.

«Perché?»

Ulisse fece un passo indietro.

C’era qualcosa che non andava.

Quella sera lo invitarono alla riunione del loro circolo fotografico.

Ulisse portò alcune immagini del viaggio.

Proiettò la prima.

Silenzio.

Un uomo disse:

«Mi piace come hai usato lo spazio vuoto. Fa sentire la solitudine del viaggio.»

Ulisse spalancò gli occhi.

Nessuno aveva ingrandito al 400%.

Seconda fotografia.

Una donna osservò:

«Qui invece non capisco bene cosa volevi raccontare.»

Ulisse aspettò.

Nessuno aggiunse:

«Io avrei chiuso a f/8.»

Terza fotografia.

«Questa mi emoziona.»

Ulisse non resistette.

«L’ho fatta con un 35 mm f/1.4.»

I Feaci lo guardarono.

«Ah.»

E continuarono a parlare della fotografia.

Ulisse era sconvolto.

Poi vide due uomini discutere animatamente in fondo alla sala.

Finalmente.

Si avvicinò.

«Canon o Nikon?»

«No.»

«JPEG contro RAW?»

«Nemmeno.»

«Analogico contro digitale?»

«Stiamo discutendo se questa fotografia funzioni meglio con o senza quella persona nell’angolo.»

Ulisse sentì le gambe cedere.

«Dove sono?»

Il presidente del circolo sorrise.

«Tra i Feaci.»

«Esistete davvero?»

L’uomo rifletté.

«Omero dice di sì.»

Ulisse non era completamente convinto.

Prima di partire mostrò loro un’ultima fotografia.

Era leggermente mossa.

Le alte luci erano un po’ bruciate.

La composizione non era perfetta.

Ma raccontava qualcosa.

I Feaci rimasero a guardarla a lungo.

Nessuno chiese gli EXIF.

E per la prima volta durante tutto il viaggio…

Ulisse non sentì il bisogno di spiegarli.

Continua…

Prossimamente:
Canto X — Gli dèi dell’Olimpo fotografico
Dove Ulisse scoprì finalmente chi decide quando si rompe una scheda SD, quando arriva la luce perfetta e perché il nuovo obiettivo viene sempre consegnato il giorno dopo la partenza.

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICACANTO VIII — CALIPSO E LA POSTPRODUZIONE ETERNADove Ulisse aprì un RAW per fare una piccola corre...
22/08/2026

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICA

CANTO VIII — CALIPSO E LA POSTPRODUZIONE ETERNA

Dove Ulisse aprì un RAW per fare una piccola correzione e, quando rialzò lo sguardo, erano trascorsi sette anni.

Superati Scilla e Cariddi, Ulisse approdò su un’isola meravigliosa.

Ad accoglierlo c’era Calipso.

«Devi essere stanco.»

«Molto.»

«Vieni. Puoi sviluppare qui le fotografie del viaggio.»

Ulisse esitò.

Poi vide la stanza.

Monitor calibrato.

Computer potentissimo.

Tavoletta grafica.

Archiviazione infinita.

Lightroom.

Photoshop.

Plugin di ogni genere.

Ulisse sentì le gambe tremare.

«Solo mezz’ora», disse.

Aprì un RAW.

Era già una bella fotografia.

«Abbasso appena le alte luci.»

Click.

«Un po’ le ombre.»

Click.

«Forse mezzo stop.»

Click.

Guardò l’immagine.

«Il cielo potrebbe essere leggermente più drammatico.»

Maschera cielo.

Poi maschera soggetto.

Maschera sfondo.

Maschera del soggetto dentro la maschera dello sfondo.

Alle 23:47 Ulisse stava correggendo selettivamente la saturazione di una pietra nell’angolo in basso a sinistra.

Calipso gli portò del vino.

«Non dovevi restare mezz’ora?»

«Ho quasi finito.»

Il giorno dopo Ulisse riaprì il file.

«Forse ieri ho esagerato.»

Reset.

Ricominciò.

Passarono i mesi.

Ulisse scoprì la riduzione del rumore con l’intelligenza artificiale.

Poi la rimozione generativa.

Tolse un turista.

Poi un cestino.

Poi un palo.

Poi una casa.

«Quella montagna disturba la composizione.»

Calipso lo guardò.

«Ulisse… è il Monte Olimpo.»

«Appunto. Attira troppo l’attenzione.»

Rimuovi.

Un giorno scoprì che poteva sostituire il cielo.

Provò Tramonto drammatico.

Poi Tempesta cinematografica.

Poi Aurora boreale.

Calipso osservò il risultato.

«Ma quella fotografia l’hai fatta in Grecia.»

«È una reinterpretazione.»

Passarono gli anni.

Quando Ulisse finalmente si alzò dalla scrivania aveva la barba più lunga e gli occhi stanchi.

«Finito.»

Calipso sorrise.

«Bene. Andiamo a vedere il tramonto?»

Ulisse guardò fuori dalla finestra.

Era magnifico.

Prese la fotocamera.

Poi si fermò.

«Aspetta.»

«Cosa?»

«Prima esporto.»

Calipso sospirò.

«JPEG?»

Ulisse rimase immobile.

«Non lo so.»

«sRGB o Adobe RGB?»

Ulisse impallidì.

Si sedette nuovamente.

Trascorse un altro anno.

Continua…

Prossimamente:
Canto IX — I Feaci e il circolo fotografico ideale
Dove Ulisse incontrò persone che guardavano davvero le fotografie invece di chiedere con quale macchina fossero state scattate. Naturalmente era un luogo mitologico.

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICACANTO VII — SCILLA E CARIDDIDove Ulisse dovette scegliere tra fotografare il momento e viverlo.Su...
21/08/2026

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICA

CANTO VII — SCILLA E CARIDDI

Dove Ulisse dovette scegliere tra fotografare il momento e viverlo.

Superate le Sirene — e soprattutto lo sconto del 90% — Ulisse e i suoi compagni ripresero il mare.

Davanti a loro si apriva uno stretto passaggio tra due enormi scogli.

Ulisse consultò la mappa.

Impallidì.

Scilla e Cariddi.

A sinistra viveva Scilla.

Divorava tutti quelli che, davanti a qualcosa di straordinario, perdevano tempo a fotografarlo invece di viverlo.

A destra Cariddi.

Inghiottiva quelli che decidevano di godersi il momento e, cinque minuti dopo, pensavano:

«Maledizione. Dovevo fare una foto.»

Ulisse ordinò di procedere lentamente.

Proprio allora il cielo cominciò a cambiare.

Le nuvole si tinsero di rosso.

Un raggio di luce attraversò il mare.

Un gruppo di delfini comparve accanto alla nave.

«CAPITANO!»

Ulisse afferrò immediatamente la fotocamera.

24-70.

No.

Troppo corto.

Prese il 70-200.

I delfini saltarono.

«Aspettate!»

Cambiò obiettivo.

Impostò l’autofocus.

Raffica veloce.

Tempo di scatto.

ISO.

Compensazione.

Quando alzò la macchina…

i delfini erano spariti.

Ulisse guardò i compagni.

Erano tutti sorridenti.

«Avreste dovuto vederli, capitano.»

«ERANO DAVANTI A ME!»

«Sì, ma tu stavi guardando il menu.»

Ulisse strinse i denti.

Poco dopo apparve una balena.

Questa volta non avrebbe commesso lo stesso errore.

Posò la macchina fotografica.

La balena emerse lentamente dall’acqua.

Enorme.

Magnifica.

Il sole tramontava esattamente alle sue spalle.

Ulisse rimase immobile.

Guardò.

Ascoltò.

Visse il momento.

La balena sollevò la coda e scomparve nel mare.

Silenzio.

Ulisse sorrise.

Poi il sorriso svanì.

«Questa sarebbe stata una fotografia incredibile.»

Un compagno gli mise una mano sulla spalla.

«Ma l’hai vissuta.»

Ulisse annuì.

Pausa.

«Tu hai fatto una foto?»

«No.»

«Qualcuno ha fatto una foto?!»

Silenzio.

Ulisse si voltò verso Cariddi.

Per un istante gli sembrò che stesse ridendo.



Quella sera, mentre la nave proseguiva verso Itaca, Ulisse rimase a lungo sulla prua.

La macchina fotografica era accanto a lui.

Non nello zaino.

Non davanti agli occhi.

Accanto.

Forse, pensò, era quello il posto giusto.

Continua…

Prossimamente:
Canto VIII — Calipso e la postproduzione eterna
Dove Ulisse aprì un RAW per fare una piccola correzione e, quando rialzò lo sguardo, erano trascorsi sette anni.

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICACANTO VI — LE SIRENE DEL SUCCESSODove Ulisse scoprì che diventare un grande fotografo è facilissi...
20/08/2026

📷 L’ODISSEA FOTOGRAFICA

CANTO VI — LE SIRENE DEL SUCCESSO

Dove Ulisse scoprì che diventare un grande fotografo è facilissimo. Basta acquistare il corso entro mezzanotte.

Dopo essere sfuggito a Circe, Ulisse riprese il mare.

I suoi compagni stavano lentamente tornando fotografi.

Uno aveva già abbandonato il gimbal.

Un altro aveva ricominciato a scattare in orizzontale.

Sembrava che il peggio fosse passato.

Poi Ulisse udì una voce.

Dolcissima.

«Vuoi finalmente portare la tua fotografia al livello successivo?»

Ulisse impallidì.

Le Sirene.

Conosceva la leggenda.

«Presto! Tappatevi le orecchie!»

I marinai obbedirono.

Ulisse, invece, volle ascoltare.

Si fece legare all’albero maestro.

La nave si avvicinò agli scogli.

Le Sirene apparvero.

Bellissime.

Una teneva uno smartphone.

Un’altra un tablet.

La terza mostrava un cartello:

CORSO MIRACOLOSO — 90%

E iniziarono a cantare.

«Ulisseeee…»

«Conosci i sette segreti della composizione che nessun fotografo professionista vuole rivelarti?»

Ulisse si agitò.

«NON ASCOLTATELE!»

«Scopri il preset che renderà cinematografica qualsiasi fotografia…»

Ulisse tirò le corde.

«…anche quelle brutte.»

«LEGATEMI PIÙ FORTE!»

La seconda Sirena si avvicinò.

«Con il nostro metodo esclusivo raggiungerai centomila follower.»

Ulisse urlò.

«IO FOTOGRAFO PER ME STESSO!»

La Sirena sorrise.

«E potrai monetizzare la tua passione.»

Ulisse cercò di mordere le corde.

Ma la terza non aveva ancora parlato.

Si alzò lentamente.

«Il corso normalmente costa 1.497 euro.»

Ulisse rimase immobile.

«Ma solo per oggi…»

I marinai iniziarono a remare più forte.

«…47 euro.»

Ulisse p***e ogni dignità.

«LIBERATEMI!»

Nessuno reagì.

«È UN RISPARMIO DI 1.450 EURO!»

La nave superò gli scogli.

Le voci cominciarono ad allontanarsi.

Ulisse respirò.

Era salvo.

Poi una Sirena gridò dalla costa:

«L’OFFERTA SCADE A MEZZANOTTE!»

Ulisse guardò il sole.

Erano le 23:52.

«INVERTITE LA ROTTA!»

I compagni continuarono a remare.

Continua…

Prossimamente:
Canto VII — Scilla e Cariddi
Dove Ulisse dovette scegliere tra fotografare il momento e viverlo.

Indirizzo

Via Fontanesi 14/A
Turin
10153

Orario di apertura

21:00 - 23:00

Telefono

+393245464117

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