16/03/2026
Prima di avere un nome, questo progetto era già una chiamata.
Per me tutto ha avuto inizio nei fuochi di Sant’Antonio, nell’atmosfera che precede il carnevale: i giri intorno alla grande pira che brucia, i volti illuminati a tratti, il suono dei campanacci, la percezione che in quei gesti si muovesse qualcosa di più antico della festa stessa. Non avevo ancora piena coscienza di ciò che stessi cercando, ma il mio sguardo inseguiva già gli stessi segni: la forza del rito, la presenza della maschera, il confine sottile tra umano e simbolico.
In una delle prime fotografie scattate al fuoco mi parve di vedere affiorare, nelle fiamme, una pareidolia che richiamava la maschera del boe. Da allora intuii che il carnevale, per me, non era soltanto un evento da osservare, ma una soglia da attraversare.
È da lì che ha cominciato a nascere Maimone: non da un’idea costruita a tavolino, ma da un’esperienza vissuta, sedimentata negli anni.
Da allora, questa ricerca continua.
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Foto: Marco Secchi
S'Ogulone de Sant'Antoni - Sa Prima Essia
Ottana, 16 Gennaio 2020