11/06/2021
Nikon chiude la produzione di fotocamere in Giappone (ed emigra in Thailandia)
Prima o poi doveva succedere, un po’ come con i compact disk quando travolsero e quasi cancellarono i vinili. Ora, tocca alle fotocamere digitali. O, almeno, a quelle prodotte in Giappone dalla Nikon Corp., schiacciate dal successo degli smartphone.
L’azienda, con 70 anni di storia alle spalle e tra le prime ad aver lanciato in commercio le fotocamere digitali, ha infatti annunciato la decisione di chiudere la produzione nel Paese del Sol Levante - trasferendola in Thailandia - e abbandonare il mercato nipponico entro marzo 2022.
Entro la fine del 2021 la Nikon trasferirà in Thailandia le attività dell’ultimo stabilimento rimasto ancora in funzione nella prefettura di Miyagi, nel nord del Paese.
Lo stallo dei consumi durante la pandemia da Coronavirus e la veloce mutazione delle abitudini dei giovani hanno reso la concorrenza con i telefonini, sempre più capaci di scattare foto ad alta definizione, difficilmente sostenibile.
«Il livello qualitativo dei nostri prodotti non verrà in alcun modo modificato, anche se realizzati all’estero», ha tenuto a precisare la Nikon.
Ma la via ormai sembra segnata. Per molti utenti, lo smartphone risulta più pratico, meno caro e altrettanto funzionale di una fotocamera: difficilmente dunque vedremo un’inversione di tendenza. Del resto, già prima dell’emergenza sanitaria, tra gli 8 principali produttori giapponesi di fotocamere solo Sony aveva registrato un incremento degli utili: vendendo non più fotocamere, ma sensori di immagine utilizzati proprio nei cellulari.